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giovedì 16 aprile 2020

Luis Sepulveda

 Luis Sepulveda. La Gabbianella e il gatto...
Come sentivo il nome di questo scrittore cileno, fuggito in Europa, in automatico pensavo al suo libro da cui è stato tratto qualche anno fa un leggiadro e bellissimo film animato
 Nato nel 1949, esule politico, guerrigliero, ecologista, una vita interessante ed avventurosa, è stato una delle vittime più conosciute del coronavirus. E' morto ieri in un ospedale di Oviedo, in Spagna, dove era stato ricoverato alla fine di febbraio, vista la gravità delle sue condizioni fisiche
 Aveva un talento speciale che lo rendeva non solo un abile scrittore ma anche un  fantastico cantastorie. Le  favole dei suoi tanti romanzi avevano sempre al centro la lotta tra il bene e il male. Convinto che la letteratura fosse finzione, intrecciava i fili della narrativa dando vita a personaggi picareschi e a trame avventurose zeppe di passioni e di ideali. Gli stessi ideali personali per cui aveva lottato, viaggiato e scritto.
 Il suo primo romanzo "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" era dedicato a Chico Mendes e fece conoscere ai suoi lettori un primo pezzo della sua intensa vita, quei  sette mesi trascorsi nella foresta amazzonica con gli indios Shuar. 
Nel 1977, espulso dal Cile dopo due anni e mezzo di carcere, si era infatti unito ad una missione dell'Unesco per studiare l'impatto della civiltà sulle popolazioni native. Nacque così una storia sospesa tra due mondi, quello degli indios diffidenti nei confronti dei bianchi (cacciatori di frodo, cercatori d'oro, avanguardie dell'industria più feroce) e quei bianchi che al protagonista avevano insegnato a leggere, dandogli così un rifugio per la perdita della giovane moglie.
 Nel secondo romanzo "Il mondo alla fine del mondo" descrive invece ciò che aveva visto dal ponte di una nave di Greenpeace, organizzazione a cui si era unito negli anni Ottanta: navi-fabbrica che trascinavano a bordo balene esangui e si trasformavano in mattatoi, inseguimenti tra le nebbie dell'Antartide, militanti ecologisti contro pescatori giapponesi.
Vita, attivismo e letteratura, tutto insieme  nelle stesse pagine. 
 La militanza politica la si può trovare ne "La frontiera scomparsa", dove i racconti che compongono il libro seguono le tappe di un cileno che dalle prigioni di Pinochet ritrova la libertà attraversando l'Argentina, la Bolivia, il Perù, l'Ecuador, la Colombia, in treno o su veicoli di fortuna, fino a Panama, dove si imbarca per la Spagna.
Dal dramma del Cile si risollevò con una lingua semplice, netta, sintetica. 
 Seguì il filo della sua biografia anche ne "La lampada di Aladino", dove, tra mercanti levantini e angeli vendicatori, due giovani condividono le lotte del movimento studentesco e si ritrovano dopo gli anni della dittatura cilena e l'espatrio.
In questo libro ritroviamo infatti la sua storia d'amore con la poetessa Carmen Yáñez. 
La loro relazione ricompare anche in " Un nome da torero ". Qui il protagonista  si chiama Juan Belmonte, come il celebre torero che si suicidò con un colpo di pistola, ed è un ex guerrigliero cileno di quarantaquattro anni, che accetta di dare la caccia a un tesoro nazista nella terra del fuoco solo per amore di Veronica, una donna torturata dai militari e ritrovata viva, ma in condizioni psicologiche disastrate, in una discarica di rifiuti a Santiago.
 Nella realtà le cose non andarono esattamente in quel modo, ma per Luis Sepulveda  poteva essere solo così: trasformava le sue esperienze in letteratura e regalava pezzetti di vita ai suoi personaggi.

Questa pandemia sta portando via tante persone anziane, soprattutto nelle RSA, ma anche tante persone di cultura e di sport anche non anziane che avrebbero potuto dare ancora molto a tutti noi. Un vero disastro di cui non si vede ancora la fine, ovunque nel mondo 

domenica 19 febbraio 2017

Questa non è una canzone d'amore

Ho letto alcune settimane fa un noir italiano molto inusuale, ironico, buffo e divertente,  Questa non è una canzone d'amore di Alessandro Robecchi con protagonista Carlo Monterossi, disincantato autore televisivo cinquantenne che deve il suo successo a trasmissioni che lui stesso disprezza.
"Crazy Love" è solo l'ultimo dei programmi che deprecabilmente riscuotono buona audience.
L'autore ha deciso di defilarsi, ma è costretto ad un repentino rientro non tanto per le insistenze della vulcanica presentatrice, quanto per sfuggire ad un folle omicida e per aggiustare un torto.
E' il romanzo d’esordio di uno dei migliori giornalisti satirici italiani. Una storia di delitti e scherzi del destino, esilarante e nera, tra la malavita milanese male organizzata, gli zingari generosi del campo rom, filonazisti in cerca do oggetti del passato, comprese le luger delle SS, autori di successo e televisione trash. Bellissimi i pezzi del romanzo dove sono protagonisti i due killer prezzolati e quelli dei giovani zingari che devono vendicare l'incendio del campo rom
Il linguaggio è spesso il vero protagonista e non si può non ridere e continuare a ridere anche se la vicenda non lo è per nulla
 Alessandro Robecchi (Milano, 16 giugno 1960) è un giornalista,  professionista dal 1982, scrive per il Fatto Quotidiano. È stato editorialista de Il manifesto, sul quale firmava ogni domenica la rubrica "Voi siete qui". Collabora con MicroMega e il Misfatto, l'inserto satirico de il Fatto Quotidiano, con Style e Smemoranda.
Dal 2007 è tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza, in televisione su LA7 e in teatro.
Ha lavorato come caporedattore al settimanale satirico Cuore, e ha collaborato con Diario della Settimana, Diario del Mese, Gente Viaggi . È stato critico musicale per L'Unità e ha collaborato al mensile di musica Il mucchio selvaggio, firmando i suoi commenti con lo pseudonimo di Roberto Giallo. È stato fondatore e direttore del mensile gratuito Urban.
In radio, è stato direttore dei programmi a Radio Popolare, firmando per cinque anni una striscia satirica quotidiana, Piovono Pietre (premio Viareggio per la satira politica 2001).
Ha scritto due libri: Manu Chao, musica y libertad (Sperling e Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue e Piovono Pietre, cronache marziane da un paese assurdo (Editori Laterza, 2011), pamphlet satirico che descrive ironicamente la politica italiana, vincitore del premio Giuseppe Giusti 2013.
 Il suo sito è http://www.alessandrorobecchi.it/




L'ispettore Monk di Anne Perry

 Ho letto con estremo piacere, in due soli giorni, l'ultimo Giallo Mondadori della  serie di William Monk  Sangue sul fiume (Blood on the Water),  n. 3152, dove ancora una volta la capacità letteraria della famosa giallista inglese Anne Perry, che  deve la sua fortuna alla brillantezza dei suoi personaggi vittoriani, alla fedeltà con cui ha saputo riproporre un mondo competitivo e spietato falsamente celato sotto uno strato apparente di perbenismo ( le sue opere sono state vendute in oltre quindici milioni di copie in tutto il mondo),  pesca nel torbido delle umane passioni con un  tocco sicuro e con una profondissima introspezione psicologica.  Ostinato, orgoglioso e impulsivo, William Monk è il secondo personaggio in ordine di importanza fra quelli usciti dalla penna di Anne Perry, dopo   Thomas Pitt. Nato nel Northumberland, figlio di un pescatore, Monk ha lavorato prima con un banchiere e si è quindi arruolato nella polizia, dove è riuscito a salire abbastanza facilmente la scala del potere, motivato dalla sua ambizione. Ma William Monk è anche uno spirito indipendente, molto emotivo, che non bada alle distinzioni di classe, e ciò lo mette rapidamente  nei guai con i suoi superiori.
Viene in seguito licenziato dalle forze dell’ordine, trova un  impiego come investigatore privato e quindi, a partire dal volume Il fiume mortale (Dark Assassin, 2006), entra nei ranghi della Polizia fluviale di Londra, occupandosi in particolare di casi inerenti il Tamigi. I suoi casi sono ambientati nell’Era Vittoriana, intorno al 1860.
Qui la storia inizia con Monk capo della polizia fluviale, che a bordo della sua barca insieme con il suo sottoposto, il fedele  Orme,  si trova a viaggiare nei pressi di un battello che naviga sul Tamigi immergendosi nella soffusa luce calante del crepuscolo di Londra. A bordo della nave si sentono risate e musica, ma improvvisamente l’atmosfera festosa viene interrotta da un boato assordante. Poco dopo la prua è investita da una lingua di fuoco e l’esplosione provoca una caduta di schegge e detriti; tutto viene avvolto dalle fiamme e sull’acqua vi sono cadaveri galleggianti, persone ferite che cercano di sopravvivere e le urla disperate di chi è ancora in grado di gridare.
William , che ha assistito al terribile spettacolo, comincia subito ad avere l'idea, basata sulla meccanica dell’avvenimento,  di essere stato testimone di un attentato. Purtroppo Monk non ha tempo per verificare la correttezza di questa sua supposizione perché le alte sfere decidono di togliergli il caso per via di non meglio chiarite implicazioni internazionali.
Ma  la tragedia è accaduta sul “suo” fiume e lui sente di avere il preciso dovere di indagare in nome delle vittime. L’urgenza di occuparsi del caso cresce ancora di più quando le autorità identificano in un egiziano il possibile responsabile del tutto, scelta che a Monk puzza tanto di facile capro espiatorio. Come capo della polizia fluviale si rimette in moto, incurante degli ordini, pronto a fare giustizia, costi quel che costi, assistito dalla fedele moglie Hester, da Scuff, il ragazzino dei moli da lui adottato. dai suoi sottoposti Orme e Hooper e da Sir Oliver Rathbone, rientrato da un lungo viaggio in Europa e Medio Oriente
Un racconto avvincente ed un finale a sorpresa da non rivelare a nessuno...

Nata a Blackheath, Londra, il 28 ottobre 1938, Anne Perry è lo pseudonimo di Juliet Marion Hulme, una donna che è riuscita a ricostruirsi una vita degna di essere vissuta anche dopo un evento tragico: la condanna in gioventù per omicidio.
Figlia del professor Henry Hulme, medico e rettore dell'Università di Canterbury in Christchurch, ed eminente scienziato ( guidò il programma britannico della bomba all'idrogeno ), le viene diagnosticata la tubercolosi, così che fin dalla più tenera età viaggia in molti posti caldi del mondo (Caraibi, Sudafrica )  nel tentativo di migliorare la sua salute. All'età di 13 anni si riunisce con il padre, che si trasferisce all'Università  della Nuova Zelanda.
Qui diviene amica intima di Pauline Parker, un'amicizia morbosa ed ossessiva. La famiglia Hulme, però, è vicina al divorzio, e così Juliet pensa che potrebbe tornare in Inghilterra con l'amica. La madre di quest'ultima, Honora Rieper, è invece decisamente contraria 
 Nel 1954 Juliet e Pauline la uccidono con premeditazione e Pauline scrive nel suo diario tutto ciò che ha intenzione di fare alla madre, una prova inconfutabile dell'omicidio..
Il processo per omicidio ebbe eco internazionale e sollevò l'indignazione pubblica. Il 29 agosto 1954 Juliet e Pauline furono condannate per omicidio, ma essendo appena sedicenni ottennero una pena inferiore a quella prevista: cinque anni di detenzione e il divieto assoluto di incontrarsi di nuovo.
Se oggi Anne Perry è ancora in vita, e se è stata in grado di ricostruirsi un’esistenza, lo deve anche e soprattutto alla benevolenza dei giudici dell’epoca che, nel 1959, dopo soli cinque anni di detenzione, le consentirono di uscire dal terribile carcere di massima sicurezza di Mt.Eden, dove venne rinchiusa dopo essere stata riconosciuta colpevole di omicidio di primo grado nei confronti di Honora Parker, in complicità con la figlia della vittima, Pauline.
Il clamore che ebbe la vicenda fece sì che questa venisse trasposta per il cinema ben due volte: la prima in un film francese del 1971, E non liberarci dal male (Mais ne nous délivrez pas du mal), la seconda in un film neozelandese del 1994, Creature del cielo (Heavenly Creatures), diretto da Peter Jackson e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1994, Vincitore del Leone d’Argento e Candidato alla Nomination degli Oscar per la miglior sceneggiatura originale.
Finita la detenzione, Juliet parte dalla Nuova Zelanda per l'Inghilterra, poi dopo un periodo negli Stati Uniti si trasferisce in Scozia, nel paese di Portmahomack, dove vive tuttora con la madre. 
Juliet si cimenta con la scrittura e nel 1979 dà alle stampe il suo primo romanzo: Il boia di Cater Street (The Cater Street Hangman), serie di Thomas Pitt
Per tagliare i ponti con il passato, prende lo pseudonimo di Anne Perry, dal cognome del suo patrigno, e nel 2009 le viene assegnato il Premio Agatha alla carriera.
Inizia così una prolifica carriera letteraria, che affronta i vari generi della letteratura gialla.
Sia Anne Perry che l'amica di una volta, Pauline Parker, vivono in Gran Bretagna, ma dal giorno del processo non si sono più incontrate.

mercoledì 8 febbraio 2017

Perché gli altri dimenticano

La scorsa settimana con il quotidiano La Stampa ho acquistato il volume di Bruno Piazza Perchè gli altri dimenticano, ristampato in occasione della Giornata della Memoria
Era un testo che avevo cercato in passato ma che non avevo mai trovato e l'ho letto in pochi giorni. Un racconto terribile di un sopravvissuto ai campi di sterminio, uno dei più angoscianti ma sicuramente, per me che ne ho letti molti, uno dei migliori per la precisione con cui descrive il campo di Auschwitz- Birkenau, l'organizzazione con cui i nazisti seminavano la morte, le botte, le camere a gas, le punizioni, gli aguzzini SS e i Kapo, delinquenti tedeschi e polacchi, i medici e le baracche degli ammalati e dei moribondi, il mondo infernale che nessuno avrebbe mai immaginato di vedere quando furono rinchiusi sui carri blindati e deportati in Polonia.
Bruno Piazza (Trieste, 16 dicembre 1889 – Trieste, 31 ottobre 1946) fu tra i pochi sopravvissuti al campo di sterminio, tornò nella sua città nel 1945 e dedicò gli ultimi mesi della sua vita a scrivere la testimonianza Perché gli altri dimenticano. Un italiano ad Auschwitz. Morì di un attacco di cuore nel 1946
Fu scrittore  avvocato  e giornalista fino alle leggi razziali e fu testimone diretto delle camere a gas. Vi fu portato dopo una selezione di Menghele ma fu salvato da un contrordine della Gestapo in quanto detenuto politico e non solo ebreo all'ultimo minuto.
Apparteneva a una famiglia ebraica che si era distinta nella lotta per l'annessione di Trieste all'Italia. Figlio di Giulio Piazza e Olga Frankel, si sposò con Angela De Job da cui ebbe tre figli. Aveva un fratello minore anch'esso deportato ad Auschwitz che non riuscì a sopravvivere 
Bruno Piazza  si era iscritto al Partito Nazionale Fascista dal 1922. Non fu mai un oppositore del fascismo. Esercitò l'attività di pubblicista e la professione legale con successo, fino al 1938, quando fu radiato dall'albo
Venne arrestato a Trieste il 13 luglio 1944 con l'accusa di "odiare i tedeschi" e di essere "di razza ebraica"
Portato alla Risiera di San Sabba dopo alcuni giorni venne trasferito alle carceri triestine del Coroneo. Il 31 luglio 1944 fu caricato su un convoglio diretto ad Auschwitz dove arrivò dopo tre giorni, ricevette il numero 190712  e venne classificato tra i prigionieri politici; per questo motivo , al contrario di quello che succedeva a tutti gli ebrei con più di 50 anni, non fu eliminato subito dopo il suo arrivo.
Selezionato da Josef Mengele, il dottor morte, per l'eliminazione il 19 settembre 1944, trascorse un intero giorno insieme a 800 persone stipate nella camera a gas in attesa della morte. All'ultimo momento venne letta una lista di undici persone che dovevano uscire in quanto prigionieri politici o ebrei misti; il suo era l'ultimo nome. 
 Riuscì a sopravvivere ad Auschwitz-Birkenau fino alla liberazione, il 27 gennaio 1945, del campo da parte dell'esercito sovietico.
Al suo ritorno a Trieste nel 1945 ritrovò tutti i suoi familiari, fortunosamente salvatisi. Scrisse in sole tre settimane di intenso lavoro tra giugno e luglio di quello stesso anno il libro-documento, lucido e dettagliato resoconto della sua esperienza, Perché gli altri dimenticano, ma diversi editori si rifiutarono di pubblicarlo
 I figli, dopo dieci anni dalla sua morte, riuscirono a far pubblicare la sua testimonianza, nelle edizioni Feltrinelli.
L'opera di Bruno Piazza fu uno dei primissimi memoriali scritti da deportati ebrei nei campi di sterminio nazisti. Oltre a Bruno Piazza, sette furono i deportati ebrei italiani autori di racconti autobiografici nei primi anni del dopoguerra:Lazzaro Levi   Giuliana Fiorentino Tedeschi, Alba Valech Capozzi, Frida Misul e Luciana Nissim Momigliano  Primo Levi e Liana Millu. Ad essi vanno aggiunti: Luigi Ferri, la cui deposizione (in tedesco) è resa nell'aprile 1945 di fronte ad uno dei primi tribunali d'inchiesta sui crimini nazisti; e Sofia Schafranov, la cui testimonianza fu raccolta nel 1945 in un libro-intervista di Alberto Cavaliere.

Per non dimenticare perché l'odio dei  nazisti portò morte e distruzione ovunque ed è indescrivibile la sofferenza di milioni di uomini donne bambini vittime della follia assassina di Hitler e dei suoi complici

domenica 2 febbraio 2014

Grisham

Ieri ho acquistato scontato  I contendenti di John Grisham
Mi piace tantissimo questo scrittore americano  di legal thriller e i suoi libri sono sempre una lettura avvincente ed interessante, che non mi lascia mai delusa
 Grisham è nato a Jonesboro, in Arkansas, uno degli stati del sud, nel 1955, figlio di un operaio edile e di una casalinga
Da bambino sognava di diventare un giocatore di baseball professionista, ma rendendosi conto di non avere la stoffa giusta per una carriera da professionista, ha studiato legge e si è laureato in contabilità presso la Mississippi State University. Dopo la laurea in giurisprudenza a Ole Miss nel 1981, ha continuato ad esercitare per quasi un decennio a Southaven, come avvocato penalista
Dal 1983 al 1990,  è stato eletto alla Camera dei Rappresentanti dello Stato  e  ha ricoperto importanti incarichi politici come membro della Mississippi House of Representatives. 
Un giorno nel tribunale della DeSoto County, Grisham sente la testimonianza straziante di una dodicenne vittima di stupro, che gli ispira  l'idea di iniziare  un romanzo in cui raccontare cosa sarebbe successo se il padre della ragazza avesse assassinato i suoi aggressori.
Alzandosi alle 5 del mattino ogni giorno per avere diverse ore di tempo per scrivere prima di andare a lavorare, Grisham impiega tre anni per terminare A Time to Kill - Il momento di uccidere- finito nel 1987.
Inizialmente il romanzo fu rifiutato da molti editori, ma venne alla fine  acquistato dalla Wynwood Press, che pubblicò solo 5.000 copie  nel giugno 1988.
Fu una delusione che avrebbe potuto porre fine alla passione di Grisham ma  egli aveva già iniziato il suo secondo libro, e il suo  hobby divenne ben presto  una carriera a tempo pieno e   una delle più grandi storie di successo .
Completato A Time to Kill, Grisham   inizia  a lavorare sulla storia di un  giovane avvocato attirato da uno studio legale apparentemente perfetto che però non era quello che sembrava.
Quando ha venduto i diritti cinematografici di The Firm - Il socio - alla Paramount Pictures per $ 600.000, Grisham   diventa  improvvisamente molto importante per  tutti gli editori, con  una incredibile caccia  ai diritti del libro, che resterà ben 47 settimane nella lista dei bestseller del New York Times del 1991.
I successi de  Il rapporto Pelican,  e Il cliente   hanno confermato la fama di Grisham come  maestro del legal thriller.
Dalla prima pubblicazione di A Time to Kill nel 1988, Grisham ha scritto un romanzo all'anno tra cui  La Camera, Il Testamento, L'ultimo giurato, Il Broker,   L'appello,   la Confessione 
Attualmente ci sono oltre 275 milioni di libri di  John Grisham in stampa di tutto il mondo, e sono stati tradotti in 40 lingue. Nove dei suoi romanzi sono stati trasformati in film  e Ford County (novembre 2009) è stata la sua prima raccolta di racconti.
Grisham vive con la moglie Renee e i loro due figli Ty e Shea.
La famiglia  divide il proprio tempo tra la  casa vittoriana in una fattoria in Mississippi e una piantagione vicino Charlottesville, VA.
Grisham si è preso una pausa dalla scrittura per diversi mesi nel 1996 per tornare, dopo una pausa di cinque anni, in un'aula di tribunale , dove rappresenta la famiglia di un frenatore ferroviario ucciso quando è stato bloccato tra due auto. Prepara  il suo caso con la stessa passione e dedizione con cui crea i protagonisti dei suoi libri e  sostiene con successo i suoi clienti caso, guadagnandosi un premio di giuria di $ 683.500, il più grande verdetto della sua carriera.
Quando non scrive, Grisham dedica tempo alle cause benefiche, tra cui più di recente il suo Ricostruire Il Fondo Costa, che ha raccolto 8,8 milioni di dollari per risistemare la Costa del Golfo dopo l'uragano Katrina.
Egli mantiene anche  la sua più grande passione: il baseball. E' il locale commissario Little League e sei campi che  ha costruito sulla sua proprietà hanno ospitato oltre 350 bambini delle 26 squadre della Little League
I contendenti  è un libro trascinante con la sua storia in alcuni momenti anche umoristica e divertente, piuttosto inusuale anche per i personaggi coinvolti
Oscar Finley e Wally Figg sono due avvocati di Chicago,  soci da una ventina di anni in un piccolo studio legale sempre sull'orlo del fallimento.
Litigiosi  e privi di etica, con una segretaria tuttofare ed un cane che ulula non appena sente arrivare un'ambulanza, cercano di rimediare clienti come possono,  offrendo di solito la loro consulenza "su misura" in divorzi lampo o alle vittime dei frequenti incidenti d'auto all'incrocio vicino al loro ufficio. I due tirano avanti più o meno dignitosamente nella speranza di fare prima o poi il colpo grosso e di imbattersi in una causa che li renda finalmente ricchi.
Il tran tran viene bruscamente stravolto il giorno in cui da loro irrompe David Zinc, giovane e rampante avvocato, che fino a poche ore prima lavorava in uno dei più rinomati studi legali della città.
Stanco dei ritmi massacranti e deciso a cambiare vita una volta per tutte, David non si è presentato in ufficio, si è preso una sbronza colossale e, per una serie di circostanze fortuite, è arrivato lì, chiedendo di essere assunto.
Sembra decisamente un segno del destino perché proprio in quei giorni ai tre si presenta l'opportunità della vita: un caso scottante che riguarda il farmaco di un'importante industria farmaceutica e che può farli diventare finalmente ricchi.
A quanto pare fama e soldi sono dietro l'angolo, ma è tutto troppo bello per essere vero e, quasi senza rendersene conto, Oscar, Wally e David si troveranno alle prese con un processo che rischia di stritolarli, dove ci sono in gioco miliardi di dollari e in cui i più agguerriti avvocati dei migliori studi legali si sfidano in una guerra all'ultimo sangue.
Dopo varie peripezie, alcune anche tragiche , tutto finirà per il meglio  e ... verrà voglia di ricominciare a leggerlo perché è stato troppo bello  e una volta sola non basta !

Le notizie sulla vita dell'autore sono state tradotte dall'inglese da Erica dal sito   http://www.jgrisham.com/

giovedì 30 gennaio 2014

Diario di Anna Frank

                                        Venerdì 3 marzo 1944
Carissima Kitty,
  questa sera, guardando la fiamma della candela, sono tornata a sentirmi contenta e tranquilla. In realtà la nonna è dentro quella fiamma, ed è lei che mi custodisce, mi protegge e mi rende felice. Però ... c'è un altro che ha il potere assoluto sul mio umore, ed è ...Peter.Oggi quando sono salita a prendere le patate, ero ancora sulla scala con la pentola piena in mano che già mi chiedeva : - Che cos'hai fatto questo pomeriggio?
Io mi sono seduta sulla scala e ci siamo messi a chiacchierare. Le patate sono arrivate a destinazione alle cinque e un quarto ( un'ora dopo che ero salita )...Che sguardo caldo,ha quel ragazzo;credo che non manchi molto perchè m'innamori di lui
 ...
                        Tua Anne M. Frank

                                           Sabato 4 marzo 1944
Mia cara Kitty,
  questo sabato non è brutto, triste e noioso quanto lo sono stati tutti quelli dei mesi precedenti. Il responsabile è soltanto Peter.Questa mattina sono salita in soffitta a stendere il grembiule e papà mi ha chiesto se non volevo fermarmi a parlare un po' di francese. Mi sembrava una bella idea. Prima abbiamo parlato in francese, gli ho spiegato qualcosa, poi abbiamo fatto inglese. Papà leggeva Dickens ad alta voce e a me sembrava di toccare il cielo con un dito, perchè sedevo sulla sedia di papà, vicino a Peter.
...
Sono felice dalla mattina alla sera di vedere Peter
                       Tua Anne M. Frank
PS. Nota bene: stanotte c'è stata una forte nevicata. Ora non si vede più quasi niente, si è sciolto tutti.
 
                                          Sabato 15 luglio 1944
Cara Kitty,
...
Noi giovani facciamo il doppio della fatica ad avere le nostre opinioni in un'epoca in cui ogni idealismo viene annientato e distrutto, in cui la gente si fa vedere dal suo lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio.
...
Ecco che cos'è difficile in quest'epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele.E' molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perchè sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perchè credo tuttora all'intima bontà dell'uomo.
Ma è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace. Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare!
                           Tua Anne M. Frank
Martedì 1° agosto 1944
...
Non sopporto quando si occupano tanto di me, allora sì che divento prima sfacciata, poi triste e alla fine torno a rovesciare il cuore, giro in fuori la parte brutta e in dentro la buona e cerco un modo per diventare come vorrei tanto essere e come potrei essere se...nel mondo con ci fosse nessun altro
                           Tua Anne M. Frank
 
 QUI FINISCE IL DIARIO DI ANNE.
 
edizione italiana del 2002 a cura di Frediano Sessi  La Stampa 2014

L' 8 agosto 1944 tra le dieci e le undici e mezzo di mattina il caporeparto delle SS Karl Josef Silberbauer insieme con tre collaboratori olandesi della Polizia arrestò gli otto rifugiati e due dei loro protettori
Otto Frank fu l'unico degli otto a sopravvivere ai campi di concentramento nazisti
 
 
Ho letto il primo Diario di Anna Frank , non ancora completo, quando ero molto giovane e l'ho riletto spesso.  E' una testimonianza unica  ed ho amato profondamente questa tredicenne matura e coraggiosa che inizia il suo diario nell'alloggio segreto della fabbrica del padre e dei suoi soci,  dove si è nascosta con la  famiglia perché sono iniziate le persecuzioni naziste anche ad Amsterdam, dove i Frank si erano rifugiati  fuggendo dalla Germania di Hitler
Anna è rimasta a Bergen Belsen in una fossa comune insieme con sua sorella Margot , entrambe uccise dal tifo e dalla barbarie nazista, il cui folle progetto di sterminio uccise milioni di persone e ne annientò molte altre, nel fisico e nello spirito  Per sempre